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Chiacchieriamo un po’…. siliconi sì o siconi no?

Buon pomeriggio a tutte ragazze!

Oggi vorrei chiacchierare un po’ con voi e trattare un’argomento abbastanza delicato, che potrebbe incontrare pareri discordanti; ma mi piace moltissimo confrontarmi con voi, quindi spero vogliate dirmi la vostra opinione a tal proposito!

Preciso subito che l’idea mi è venuta da un blog che seguo, Cosmetics and Makeup Review e da un suo post molto interessante (*qui* trovate il link diretto e mi sento di invitarvi davvero a dare un’occhiata 😉 ).

Parliamo dunque di ingredienti dei cosmetici e di due correnti di pensiero contrapposte: siliconi sì o siliconi no? Ovvero, è meglio orientarsi su prodotti con ingredienti approvati dal Biodizionario oppure spalmarsi qualsiasi tipo di componente?

Mi sembra doveroso, prima di tutto esprimere la mia opinione e il mio orientamento a proposito. Quando ero molto giovane il discorso degli ingredienti dei cosmetici non si affrontava affatto e non si pensava nemmeno a controllare la lista dei componenti (INCI, questo sconosciuto!), semplicemente si comprava e si utilizzava di tutto. Col tempo, e forse anche grazie ai mezzi di informazione come internet, si è fatta strada l’idea che non tutti gli ingredienti sono uguali e che ci potrebbe essere un consumo più consapevole basato sull’analisi degli INCI dei prodotti.

Nel lontano 2010, spinta da questo clamore mediatico che sempre più si faceva sentire, ho cominciato anche io a studiare i componenti dei prodotti e a dividerli in base alla presenza o all’assenza dei siliconi e della paraffina al loro interno. Tutto ciò che non lo conteneva, per me, era buono; il resto tremendamente cattivo.

Fino a quando l’utilizzo di una maschera a base di ingredienti naturali ha terribilmente sensibilizzato la pelle del mio viso, rendendola vulnerabile agli agenti atmosferici e da lì alla couperose il passo è stato breve. Ma, ancora non mi arrendevo, il mio termine di paragone per valutare la validità di un prodotto continuava ad essere il biodizionario.

Alcuni prodotti “verdi”, però, non mi entusiasmavano affatto e la resa su di me non era affatto buona; probabilmente sbagliavo prodotti (anche nell’ecobio ci possono essere ottime proposte!) oppure non ascoltavo al meglio le mie esigenze.

Altro colpo di scena: una brutta allergia su un braccio, con prescrizione medica di una crema a base di petrolato bianco e petrolato normale. Non vi nascondo che ero quasi tentata di non iniziare la cura, inorridita all’idea di spalmarmi simili componenti sulla pelle. Ma il risultato, dopo aver, ovviamente, dato avvio alla cura, fu ottimo: allergia scomparsa in meno di un mese!

Da lì ho cominciato a prestare meno attenzione alla provenienza degli ingredienti e a concentrarmi maggiormente sulla resa dei prodotti sulla mia pelle: creme e maschere contro la couperose comprate in farmacia (che mi stanno, tutt’ora, aiutando molto), bagnoschiuma tranquillamente acquistati al supermercato e fondotinta da profumeria.

Tutto questo preambolo per arrivare al punto focale: la mia indifferenza attuale per gli ingredienti di tutto ciò che uso e che mi piace. Certo, se trovo prodotti validi, che mi piacciono e che presentano un INCI “impeccabile” sono contentissima, ma se così non è e se ci sono siliconi o paraffina all’interno non mi abbatto, anzi. Credo che le cose dannose nella vita siano altre, vivo in una città molto inquinata e credo che passeggiare per le vie del centro nelle ore di traffico elevato sia estremamente più nocivo al mio corpo rispetto a qualche silicone qua e là.

Per me, inoltre, era una grande sofferenza vedere dei prodotti che mi attiravano, che avrei provato volentieri, ma che la mia etica “bio” mi sconsigliava di utilizzare; nella vita le privazioni spesso sono necessarie (mi viene da pensare a quante cose mi debba precludere economicamente, in questo periodo, a causa della crisi) e non mi va più di impormene altre solo per il gusto di selezionare gli ingredienti. Sono curiosa di natura e mi piace provare di tutto! 😉

Credo, inoltre, che le intolleranze di un organismo possano essere le più svariate e che  “naturale” non sia sempre sinonimo di “innocuo” e “altamente tollerabile”.

Insomma, secondo me ogni persona dovrebbe valutare personalmente quali prodotti acquistare, sulla base delle proprie esigenze e delle “credenze” (concedetemi il termine!): nella vita si possono fare molti compromessi e con gli ingredienti io ne ho fatto uno! Ho scelto di informarmi, di capire che dietro ai nomi latini e quasi incomprensibili degli INCI c’è un mondo, ho provato ad esplorare tale mondo (che fino a poco prima mi era estraneo) e, con cognizione, ho scelto di abbandonarlo.

Per correttezza, però, e per permettere a tutti di avere la propria “credenza” cercherò sempre, nelle mie possibilità, di pubblicarvi le foto degli ingredienti dei prodotti che recensirò, in modo che anche voi che mi leggete possiate scegliere personalmente la vostra strada! (questa soluzione è stata raggiunta anche nel post che vi ho linkato)

E voi, cosa ne pensate a tal proposito? Come vi orientate nella scelta dei prodotti? Aborrite i siliconi e i derivati del petrolio o come me fate delle eccezioni quando i prodotti vi piacciono? Mi piacerebbe molto conoscere le vostre opinioni 😉

 

14 pensieri su “Chiacchieriamo un po’…. siliconi sì o siconi no?

  1. thebeautybeans

    Mi fa molto piacere leggere questo post, perchè mi sto interessando solo ultimamente a questo argomento. Sinceramente, avendone lette di cotte e di crude sui siliconi, ultimamente sto cercando di orientarmi su cose più naturali, MA solo in alcuni ambiti! Per esempio, se fondotinta, cipria, ombretto e mascara (e con loro tutti gli altri prodotti di makeup) contengono schifezze non mi importa. A me interessa che ciò che uso sui miei capelli e che le creme per il viso e per il corpo siano invece prive di certe cose, tipo i petrolati. Questo perché non voglio che la mia pelle secca diventi ancora più secca, e piuttosto che una finta idratazione immediata preferisco una più lenta cura della mia pelle che però porta a risultati più concreti! Ho notato questa differenza per esempio con i burrocacao: quelli comprati non mi hanno mai curato le labbra, ma mai! Me ne sono prodotta uno da solo in casa e pian piano le mie labbra sono rinate! 🙂 Per quanto riguarda trucchi non me ne preoccupo perchè sì vengono a contatto con la pelle ma io poi la detergo e sopratutto prima e dopo la mantengo idratata con cose naturali, quindi credo sia un buon compromesso! certo, se dovessi innamorarmi di un prodotto ecobio, come dicevi tu, anche io sarei molto felice di sapere che l’INCI merita 🙂 Scusa il poema ci tenevo a dire la mia 🙂

    1. storie di ordinaria beltà Autore articolo

      Hai fatto benissimo, sono proprio contenta di aver letto la tua opinione al riguardo!
      Fai bene, sicuramente il tuo è un atteggiamento consapevole e ragionato…e secondo me apprezzabile 😉 Ognuno fa la sua scelta, mi piace che ci siano individualismi e non terrorismi psicologici, che non portano, a mio avviso, nulla di buono ^^
      Il tuo, invece, è un giusto compromesso che guarda al risultato 😉

  2. Country Rose

    Ciao! Ho letto con molto interesse il tuo post di oggi.
    Mi trovi d’accordo con te su tutti i punti affrontati. Anche io mi comporto così con l’INCI. Se un prodotto non mi crea alcun problema, pur avendo degli ingredienti da pallino rosso, lo uso tranquillamente. Certo controllo gli INCI, ma non me ne faccio una malattia. Preferisco testare il prodotto, che abbia INCI malvagio o meno, su di me e vedere se mi crea problemi. Finora non ho mai avuto problemi di allergia, ma alcuni prodotti mi ingrassano la pelle, più di quanto non lo sia già, e li metto da parte.
    Ad esempio, non userei mai uno shampoo bio, non mi ci trovo proprio.

    1. storie di ordinaria beltà Autore articolo

      Ciao! Grazie mille per l’apprezzamento 🙂
      Mi piace molto leggere le vostre opinioni a riguardo e sono contenta che ci troviamo d’accordo sull’argomento 😉
      Anche io, ormai, prediligo il risultato sulla mia pelle e sui miei capelli…se l’effetto di un prodotto da inci “rosso” è stupendo, continuo ad usarlo con molta soddisfazione! L’occhio vuole la sua parte e per me, quello che conta, sono i risultati!
      Penso di fare prossimamente qualche altro post di dibattito…sarà stupendo usare il mio blog come terreno di confronto su argomenti attuali e leggere le vostre considerazioni 🙂
      Un bacione!

  3. estetistatraimulini

    Io preferisco sicuramente prodotti naturali, ma dipende da cosa! Su il make up non mi preoccupo, per me è imporatante la durata! Il silicone serve come barriera per esempio nelle creme mani e qua con il freddo che fa è necessario… a meno15 la pelle non resiste, cosi come il burrocacao…però alla sera uso anche quelli naturali per idratare. In linea di massima quello che “sciacquo via” può anche non essere perfettamente bio, ma la crema viso si!! 🙂

    1. storie di ordinaria beltà Autore articolo

      Grazie mille per la tua opinione 🙂
      Sei molto più “ecologica” di me, ma vedo che anche tu (soprattutto per il make up) guardi al risultato 😉
      Quanto alle creme mani…in effetti simili temperature richiedono assolutamente prodotti barriera, anche io ho non mi sono mai trovata bene con i prodotti bio per le mani, almeno non per uscire in inverno! 🙂
      Alla prossima, un bacione!

  4. Cosmetics And Makeup Review

    Ciao! Grazie mille per avermi seguita, apprezzata e… linkata!
    Mi fa molto piacere aver avuto un’idea che possa essere presa come spunto anche da altre colleghe.

    Per quanto riguarda tutto ciò che dici nel tuo bellissimo post, mi associo in pieno al tuo pensiero: non sempre le cose da “bollino rosso” fanno poi così male, anzi, come qualcun’altra ti ha detto e tu stessa hai sperimentato, a volte fanno davvero la differenza in positivo.
    C’è poi da tenere conto anche di un’altra cosa: tu sei stata sensibilizzata da un prodotto bio, giusto? Ebbene, molto probabilmente eri allergica a qualche suo componente e questo temo possa succedere più spesso con prodotti bio che non con quelli sintetici, creati apposta in laboratorio per essere ipoallergenici. Le sostanze naturali, invece, possono creare allergie: basti pensare alle fragole. O alle punture di insetti. Eppure sono “bio”: più bio di così, non si potrebbe, eh eh. 😉
    Altra cosa: il discorso del biodizionario. I pallini colorati sono un’indicazione non solo dell’aspetto “bio” inteso come ingrediente naturale, ma anche del suo processo di produzione: un ingrediente potrebbe essere naturale, ma non ottenere un pallino verde perché, per estrarlo o lavorarlo, il processo potrebbe essere molto inquinante. Perciò anche il biodizionario è da prendere con le pinze, secondo me.

    Amica mia, dopo questa “pappardella”, ti auguro buona domenica 😉

    1. storie di ordinaria beltà Autore articolo

      Grazie mille per essere passata e per aver commentato il mio post! :-*
      Hai proprio ragione, su tutto; io sono stata sensibilizzata proprio da un ingrediente bio che, pur essendo approvato dal Biodizionario con doppio pallino verde, per la mia pelle è stato dannoso e mi ha, purtroppo, creato conseguenze irrecuperabili. Ora, infatti, devo fare conto con la couperose (magari ne ero già predisposta, ma grazie a quella maschera, è uscita allo scoperto) e l’unico prodotto che, nei momenti di maggiore incidenza dei rossori, riesce ad aiutarmi e sollevarmi è una maschera acquistata in farmacia i cui ingredienti, sempre in base al Biodizionario, sono quasi tutti a semaforo rosso.
      Ormai, sulla mia pelle del viso, metto solo prodotti (escluso il make-up, ovviamente 😉 ) di farmacia, che siano testati e adatti alla mia pelle, ignorando altamente ogni discorso su ingredienti e affini!
      E poi, come dici giustamente tu, il “rosso” di un ingrediente spesso è legato alla fase della sua produzione; secondo me bisogna valutare tutte queste “mode mediatiche” con cognizione e non lasciarsi sopraffare dal web e dai suoi schemi di valutazione!

      Un bacione cara!!!

  5. Jesslan

    Sono perfettamente d’accordo con te. Io non guardo l’inci, ma guardo la resa del prodotto su di me. Se un prodotto è verdissimo, ma su di me non va bene non lo uso. Di contro, anche se ha un inci brutto, ma fa quel che deve lo uso! Per esempio certe creme viso all’Aloe vera mi danno fastidio, mi danno prurito, eppure l’aloe sembra che sia la manna…io cerco di evitarla!

    1. storie di ordinaria beltà Autore articolo

      Ciao!
      In effetti, la cosa che veramente chiediamo ad un prodotto è di mantenere la sua promessa e il suo scopo…quando non lo fa, per me, è “bocciato” indipendentemente dagli ingredienti 😉
      Vedi, anche tu non sopporti un ingrediente che il web considera miracoloso…ogni pelle è soggettiva e non è detto che a tutti possono andare bene le stesse cose!
      Un bacione

  6. Sara

    La penso esattamente come te: nell’ultimo anno, influenzata dal mondo web, guardo l’inci dei prodotti che uso ma non me la sento di escludere a priori determinati prodotti solo perchè contengono certi ingredienti.
    Come nel tuo caso è stato il medico a “costringermi” a cambiare idea: come ben sai soffro di acne e sono stata convinta per tantissimo tempo di essermela “procurata” utilizzando prodotti “cattivi” o con ingredienti non buoni .. tutto ciò prima di leggere gli INCI dei prodotti di farmacia che stanno lentamente ma inesorabilmente risolvendo il mio problema!
    Come in tutte le cose è sempre bene non essere estermisti: ogni pelle (e con questo intendo anche i capelli) e ogni persona ha esigenze diverse e reagisce a modo proprio alle diverse sostanze. Quello che per me può essere miracoloso può fare strane reazioni su un’altra persona e il prodotto che ha risolto il problema di x non sempre è adatto anche a y!
    Bisous
    S.

    1. storie di ordinaria beltà Autore articolo

      Ciao Sara!
      Eh sì, anche io, come te, sto constatando ottimi risultati di creme e prodotti acquistati in farmacia! Ormai non guardo nemmeno più gli ingredienti…il web a volte ci spinge a cambiare le nostre abitudini e ci influenza, ma l’importante è trovare la propria individualità!
      Spesso su YT mi viene chiesto “ma come fai ad utilizzare il prodotto x che contiene tante schifezze?” e questo un po’ mi irrigidisce…innanzi tutto la parola “schifezze” è relativa (i gusti non sono tutti alla menta e ciò che piace a me potrebbe non piacere a qualcun altro!) e poi, secondo me, è più importante guardare alla resa del prodotto rispetto a ciò che contiene! Si predica sempre di non giudicare le persone dall’estetica o dall’abbigliamento, ma con i prodotti spesso facciamo gli stessi errori: li consideriamo buoni o cattivi solo per la loro etichetta! 🙂
      A presto, un bacione!

  7. misslinuslucy

    ciau!! inannzitutto complimentoni per il tuo blog..interessante, recensioni ben argomentate ma mai noiose!! veniamo all’argomento in questione. io ultimamente sono per guardare l’efficacia di un prodotto più che i suoi ingredienti….ovvio, se ha un inci buono e fuonziona ben venga ma se c’è un dimeticone o peg ma funziona lo stesso, non mi da allergie e non mi trasforma nell’incredibile Hulk, va okkeissimo lo stesso.
    dobbiamo renderci cmq conto che anche l’ecobio è un business…dietro c’è cmq un giro di affari..non in senso malevolo ma è ovvio che le aziende ecobio vogliono guadagnarci anche loro. proporre prodotti ecobio, in un mercato che fino a qualche anno fa era dominato dalla chimica, non è solo un modo per dare alla gente una alternativa naturale ma si è basato anche su un vuoto di marketing che andava colmato.
    il vero ecobio, cioè i rimedi della nonna tipo maschera d’argilla o aceto di mele contro i pidocchi ci sono sempre stati ma sul mercato non fanno presa…quindi è bene ricordare che dietro l’ecobio non c’è solo la voglia di qualcosa di più naturale ma anche un bel po’ di maketing.
    veniamo poi al discorso che ecobio è sinonimo di più sano o di migliore….mah, anche qui sono scettica. qualche tempo fa ci fu la grande crociata contro petrolati e robe simi..li si è incolpati di tutto e di più. io mi domando: come mai ci sono persone che negli anni passati hanno usato creme chimiche (visto che l’ecobio è venuto fuori da qualche anno a questa parte) e che tutt’ora le usano, cje non hanno la pelle rovinata, piena di acne e verde pisello?? forse perchè non vero che le creme chimiche facciano male….possono dare allergie questo ovvio che si …..ma non uccidono nessuno. conosco signore che in viso si danno la cera di cupra e la nivea nella scatolina di latta (entrambe il festival dei petrolati, della parafinna e di tutti i palli rossi del biodizionario) e che hanno la pelle normalissima, senza pori ostruiti o acne o robe varie. gente che si spalma l’olio johonson e che non ha ancora la pelle da rettiliano….
    io credo che ognuno deve usare ciò che gli piace e che sia utile al risultato che cerca…indipendentemente dall’inci. tovi funzionale una crema naturale, perfetto usala, trovi funzionale una crema superchimica va benissimo lo stesso. funzionalità: è questa la parola chiave!

    1. storie di ordinaria beltà Autore articolo

      Ciao! Grazie mille per i complimenti ^^
      Guarda, hai detto tutte cose giustissime, come si suol dire… “mi hai tolto le parole di bocca”! 😀
      Mia mamma usa da anni creme piene di petrolati e siliconi e ti giuro che dimostra 10 anni in meno della sua età…è genetica, i cosmetici possono farci poco!
      E poi, come ho raccontato nel post, io ho subito una brutta sensibilizzazione della pelle a causa di un ingrediente bio, che dunque non è sinonimo di innocuo o anallergico!
      Hai davvero ragione, dietro al bio c’è un interesse economico esattamente come in tutto il resto, questo è sempre da tenere a mente. Quindi bisogna sempre trarre le proprie conclusioni, e valutare la strada che si vuole percorrere 🙂
      Un bacione!

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